archivio tag "vita da scrittore"

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

Il fumo a me ha cambiato la vita, ed io neppure fumo. Il mio amico Gammu, per fortuna, sì.

Ora vi spiego. continua →

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

Hanno aperto un nuovo bar proprio dall’altra parte della strada, questi maledetti giovani dinamici tanto simili agli androidi. O, meglio, hanno rilevato un vecchissimo bar da pensionati, Fernet e smazzate di carte e lo hanno trasformato in un locale di ultratendenza, musica alta, aperitivi luccicanti e bancone traboccante di cibarie. Proprio qui di fronte, nella zona del centro di Bologna chiamata il Quadrilatero. In un vicolo così stretto che, dovesse mai passarci un gabbiano ad ali spiegate, per volare agevolmente dovrebbe piegarsi un po’ di lato. continua →

{racconto}Lesbosuore contro Daitarn III di Gianluca Morozzi

{racconto}Lesbosuore contro Daitarn III di Gianluca Morozzi

“Allora, questa è l’idea che, ne converrà anche lei quando l’avrà sentita, è fatta apposta per l’ottima sezione fumetti della vostra prestigiosa rivista. Siamo pronti?”

“Siamo pronti.”

“Il primo episodio della serie comincia con una scena alla Sex and the City: quattro belle ragazze intorno al tavolino di un caffè a parlare di scarpe e di sesso. Un po’ più di sesso che di scarpe, a dir la verità. Solo, anziché parlare di uomini, le quattro ragazze parlano di donne.” continua →

Bukowski è vivo!

Bukowski è vivo!

p>Il concorso letterario, il settantesimo a cui partecipavo, concorso più, concorso meno, si chiamava Sogni di carta. Il tema: racconti a sfondo onirico, incubi, deliri, visioni. Lunghezza massima, quattro cartelle.
Avevo scritto un racconto dal titolo Bukowski è vivo, e lo avevo spedito alla giuria di Sogni di carta. continua →

Pazienza

Pazienza

p>Uno, due, prova. Si sente? Funziona il microfono?
Si sente bene anche laggiù in fondo?
Molto bene.
Buongiorno, allora. Ci siete tutti? Avete tutti un posto a sedere? Ottimo.
Io sarò il vostro insegnante. No, non badate al mio aspetto giovanile: come potrete intuire, ho trasferito il mio cervello in un corpo clonato.
Un corpo con tanti capelli, per di più. continua →

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore.  Le ho raccontato che suono il piano in un bordello #3

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore. Le ho raccontato che suono il piano in un bordello #3

Ed ecco che, in una parte della notte curiosamente vicina all’alba, con la prima luce del giorno che filtra dalla finestra, ecco che, in questa parte del giorno che in genere vedo solo rientrando a casa in condizioni alcoliche quantomeno discutibili, lo script di Pane, amore e Malvasia vede la luce. Finito. L’amore trionfa, la famiglia è salva, e il grande messaggio A VOLTE BISOGNA PERDERE TUTTO PER RITROVARE SE STESSI è vergato gigantesco sulle nostre teste come la scritta nel cielo di Fantozzi.

Invio il file alla segretaria di Giordano Valpurgis.

E incomincio ad aspettare. continua →

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #2

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #2

Giordano Valpurgis, al momento di raccontarmi la trama di Pane, amore e Malvasia, curiosamente si dimentica l’uso di quel miracolo della lingua italiana chiamato I verbi. E comincia a esporre la vicenda in modo quantomeno bizzarro.

“Olga!” urla. Io mi giro, quasi aspettando di veder entrare una sua ex moglie di nome Olga pronta a ucciderci.
“Olga! Giovane. Bella. Figa. Con due figli. Matteo! Roberta! A Roma. Understand?”
(L’ultima parola è rivolta alla segretaria in minigonna, che prende frenetici appunti.) continua →

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #1

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #1

Nell’inverno di quattro anni fa, mese più, mese meno, un bel pomeriggio, mi telefona un bizzarro individuo definibile soltanto come Faccendiere Editoriale.
“Senti carissimo” mi dice “c’è un progettino che sta per partire, Giordano Valpurgis sta pensando a una fiction che sembra proprio fatta su misura per te, un po’ umoristica, un po’ musicale, un po’ sentimentale, ci sono tre ragazzi che suonano jazz che prendono casa di fronte a tre ragazze punk e ne succedono di tutti i colori, che dici, caro, potremmo vederci tra un’ora sotto il Colosseo e andare insieme da Giordano, che ne dici?” continua →

Perle ai porci

Perle ai porci

Quanti ne incontrate, giorno dopo giorno, per le strade di Roma? Come li chiamate? Pazzi? Matti?
Chiamateli come volete, questi strani personaggi malvestiti che urlacchiano frasi sconnesse con la follia stampata negli occhi.
Fate caso a quanti di loro vivono a poca distanza da un cinema. continua →

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