archivio tag "short stories"

{racconto} I want to be a part of it di Vanessa Piccoli

{racconto} I want to be a part of it di Vanessa Piccoli

Ogni mattina, mentre camminava con la testa incassata nelle spalle e il naso nascosto sotto la sciarpa, Fabio aveva due pensieri ricorrenti, che poi in realtà erano uno solo. Prima acheter viagra di tutto pensava a quel film sugli emigranti siciliani che gli avevano fatto vedere al liceo, alla scena del fiume di latte, quando loro ci nuotano dentro beati e si aggrappano alla carota gigante. Poi automaticamente pensava al momento in cui aveva aperto l’e-mail di Tony, in piedi davanti alla scrivania con in bocca mezza merendina, a come aveva riletto quelle righe più volte sorridendo come idiota. Aveva pure fatto uno di quei gesti di esultanza da telefilm americano, tipo yes yes yes! col pugno stretto e il gomito piegato. Quando arrivava a questo punto, nella catena dei suoi pensieri, Fabio si trovava di solito all’ingresso della metro. Passava di fronte al gabbiotto col ciccione nero che lo guardava storto e, mentre faceva scattare la sbarra, pensava inevitabilmente sono un coglione. continua →

{racconto}Lo stock del Dodici di Gianluca Morozzi

{racconto}Lo stock del Dodici di Gianluca Morozzi

Ah, be’, basta poi pensarci due minuti e la soluzione è limpida, evidente: il montaggio. Mi hanno sbagliato il montaggio. Hanno montato un pezzo del Dodici nel mio corpo del Tredici, e questo imperdonabile errore mi ha trasformato nel più assiduo frequentatore di bagni, toilette, vespasiani, orinatoi, cessi pubblici che la storia ricordi. Se tutto il liquido che è zampillato in quattro decenni dalla mia vescica dovesse in qualche mistico modo accumularsi, la Terra, credo, ne sarebbe ricoperta. Gli esploratori da Proxima Centauri raggiungerebbero finalmente quel terzo pianeta dal sole dove, si sussurra, c’è vita mediamente intelligente, e lo troverebbero sommerso da un oceano color giallo paglierino. continua →

{racconto}19 chilometri di Vanessa Piccoli

{racconto}19 chilometri di Vanessa Piccoli

Samuele guida con gli occhi fissi sulla strada scura. Accanto a lui, Ruth si è addormentata con la testa contro il finestrino, il cappotto steso addosso a mo’ di coperta. Sembra serena. Anche lui si sente stanco e gli bruciano un po’ gli occhi, dev’essere per il riflesso della luce sul ghiaccio, avrebbe dovuto portarsi gli occhiali da sole. continua →

[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

p>Telefonare a una ragazza, a sedici anni, era la cosa più difficile del mondo.
Mirko stava seduto da quaranta minuti davanti al telefono fisso nel corridoio di casa, con il numero della Patti Lamandini scritto sul retro del biglietto della discoteca Sporting, senza decidersi ad alzare la cornetta e far girare sei volte la rotella. Non si sentiva in grado di scandire una frase senza impappinarsi o balbettare. Gli s’incrostavano le corde vocali. La lingua diventava una ciabatta. continua →

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

La fila è lunga e fitta di persone vocianti. Greta la costeggia, gettando occhiate distratte ai suoi componenti: per lo più famiglie, ma anche molti suoi coetanei. Sembrano eccitati. La fermano all’ingresso, per il controllo del pass. Accanto a lei un giovane papà sta sussurrando alla figlia di due o tre anni: vedrai, sarà bellissimo.
Greta entra. È stata in fiera varie volte, con diversi ruoli. Ha fatto la hostess durante gli studi, è venuta a consegnare curricula finiti gli studi, ci è tornata come giornalista di quart’ordine quando ha definitivamente rinunciato a trovare un lavoro consono ai propri studi. continua →

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

Hanno aperto un nuovo bar proprio dall’altra parte della strada, questi maledetti giovani dinamici tanto simili agli androidi. O, meglio, hanno rilevato un vecchissimo bar da pensionati, Fernet e smazzate di carte e lo hanno trasformato in un locale di ultratendenza, musica alta, aperitivi luccicanti e bancone traboccante di cibarie. Proprio qui di fronte, nella zona del centro di Bologna chiamata il Quadrilatero. In un vicolo così stretto che, dovesse mai passarci un gabbiano ad ali spiegate, per volare agevolmente dovrebbe piegarsi un po’ di lato. continua →

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

Il grande jazzista arriverà con il treno. Ha poco bagaglio e lo riconoscerete dalla custodia del suo sax. Il grande jazzista è bianco, settantenne, con la barba e ha due pagine che parlano di lui sull’enciclopedia del jazz. Non viene in Italia da venti anni.

Una sequela di incredibili coincidenze fa sì che il ritorno avvenga qui. continua →

{racconto} King Kong 2°parte di Vanessa Piccoli

{racconto} King Kong 2°parte di Vanessa Piccoli

Nei giorni che seguirono Leonardo, per curiosità, diede un’occhiata ai verbali della classe di Kim, 2°B. Il ragazzino aveva dei buoni voti, soprattutto sembrava che avesse un talento per il disegno, ma gli insegnanti dicevano di lui che era molto timido – “isolato”, aveva scritto il professore di educazione fisica sotto la voce “tratti caratteriali”. continua →

{racconto} King Kong di Vanessa Piccoli

{racconto} King Kong di Vanessa Piccoli

La vita di Leonardo Mei era piuttosto monotona. La mattina si alzava da solo, in un appartamento grazioso, ma terribilmente buio – era un seminterrato – che sarebbe diventato suo dopo altri sei anni di mutuo. Faceva colazione leggendo i titoli di Repubblica on-line, poi una doccia rapida e usciva. A scuola entrava attraversando le schiere di ragazzini che, per motivi che lui non capiva, stazionavano sul piazzale decine e decine di minuti prima del suono della campanella. Timbrava il cartellino – in un orario che oscillava fra le 8.08 e le 8.13 – e si sedeva alla sua scrivania. continua →

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