archivio tag "racconti"

{racconto} I want to be a part of it di Vanessa Piccoli

{racconto} I want to be a part of it di Vanessa Piccoli

Ogni mattina, mentre camminava con la testa incassata nelle spalle e il naso nascosto sotto la sciarpa, Fabio aveva due pensieri ricorrenti, che poi in realtà erano uno solo. Prima acheter viagra di tutto pensava a quel film sugli emigranti siciliani che gli avevano fatto vedere al liceo, alla scena del fiume di latte, quando loro ci nuotano dentro beati e si aggrappano alla carota gigante. Poi automaticamente pensava al momento in cui aveva aperto l’e-mail di Tony, in piedi davanti alla scrivania con in bocca mezza merendina, a come aveva riletto quelle righe più volte sorridendo come idiota. Aveva pure fatto uno di quei gesti di esultanza da telefilm americano, tipo yes yes yes! col pugno stretto e il gomito piegato. Quando arrivava a questo punto, nella catena dei suoi pensieri, Fabio si trovava di solito all’ingresso della metro. Passava di fronte al gabbiotto col ciccione nero che lo guardava storto e, mentre faceva scattare la sbarra, pensava inevitabilmente sono un coglione. continua →

{racconto}Gorgar di Gianluca Morozzi

{racconto}Gorgar di Gianluca Morozzi

Signori e signore: buongiorno a tutti voi, giornalisti qui presenti, ascoltatori alla radio. In quanto capo dell’Unità Anti Invasione ho convocato questa conferenza stampa per ragguagliarvi sui risultati che stiamo ottenendo.
Sì, lo so, soltanto ieri tutto sembrava perduto: le astronavi dei Kimota erano appena entrate a colpi di raggi disintegranti a Washington, a Mosca e Pechino, e il vessillo di quel sanguinario Impero sventolava trionfante sulla cupola di San Pietro.
Ma noi, signori, non stavamo con le mani in mano. continua →

{racconto}Lo stock del Dodici di Gianluca Morozzi

{racconto}Lo stock del Dodici di Gianluca Morozzi

Ah, be’, basta poi pensarci due minuti e la soluzione è limpida, evidente: il montaggio. Mi hanno sbagliato il montaggio. Hanno montato un pezzo del Dodici nel mio corpo del Tredici, e questo imperdonabile errore mi ha trasformato nel più assiduo frequentatore di bagni, toilette, vespasiani, orinatoi, cessi pubblici che la storia ricordi. Se tutto il liquido che è zampillato in quattro decenni dalla mia vescica dovesse in qualche mistico modo accumularsi, la Terra, credo, ne sarebbe ricoperta. Gli esploratori da Proxima Centauri raggiungerebbero finalmente quel terzo pianeta dal sole dove, si sussurra, c’è vita mediamente intelligente, e lo troverebbero sommerso da un oceano color giallo paglierino. continua →

{racconto}19 chilometri di Vanessa Piccoli

{racconto}19 chilometri di Vanessa Piccoli

Samuele guida con gli occhi fissi sulla strada scura. Accanto a lui, Ruth si è addormentata con la testa contro il finestrino, il cappotto steso addosso a mo’ di coperta. Sembra serena. Anche lui si sente stanco e gli bruciano un po’ gli occhi, dev’essere per il riflesso della luce sul ghiaccio, avrebbe dovuto portarsi gli occhiali da sole. continua →

I più letti su ultimasigaretta.com nel 2013

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[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

p>Telefonare a una ragazza, a sedici anni, era la cosa più difficile del mondo.
Mirko stava seduto da quaranta minuti davanti al telefono fisso nel corridoio di casa, con il numero della Patti Lamandini scritto sul retro del biglietto della discoteca Sporting, senza decidersi ad alzare la cornetta e far girare sei volte la rotella. Non si sentiva in grado di scandire una frase senza impappinarsi o balbettare. Gli s’incrostavano le corde vocali. La lingua diventava una ciabatta. continua →

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

Il fumo a me ha cambiato la vita, ed io neppure fumo. Il mio amico Gammu, per fortuna, sì.

Ora vi spiego. continua →

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

La fila è lunga e fitta di persone vocianti. Greta la costeggia, gettando occhiate distratte ai suoi componenti: per lo più famiglie, ma anche molti suoi coetanei. Sembrano eccitati. La fermano all’ingresso, per il controllo del pass. Accanto a lei un giovane papà sta sussurrando alla figlia di due o tre anni: vedrai, sarà bellissimo.
Greta entra. È stata in fiera varie volte, con diversi ruoli. Ha fatto la hostess durante gli studi, è venuta a consegnare curricula finiti gli studi, ci è tornata come giornalista di quart’ordine quando ha definitivamente rinunciato a trovare un lavoro consono ai propri studi. continua →

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

Hanno aperto un nuovo bar proprio dall’altra parte della strada, questi maledetti giovani dinamici tanto simili agli androidi. O, meglio, hanno rilevato un vecchissimo bar da pensionati, Fernet e smazzate di carte e lo hanno trasformato in un locale di ultratendenza, musica alta, aperitivi luccicanti e bancone traboccante di cibarie. Proprio qui di fronte, nella zona del centro di Bologna chiamata il Quadrilatero. In un vicolo così stretto che, dovesse mai passarci un gabbiano ad ali spiegate, per volare agevolmente dovrebbe piegarsi un po’ di lato. continua →

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