archivio tag "racconti 2013"

[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

[racconto]Suore in fuga di Gianluca Morozzi

p>Telefonare a una ragazza, a sedici anni, era la cosa più difficile del mondo.
Mirko stava seduto da quaranta minuti davanti al telefono fisso nel corridoio di casa, con il numero della Patti Lamandini scritto sul retro del biglietto della discoteca Sporting, senza decidersi ad alzare la cornetta e far girare sei volte la rotella. Non si sentiva in grado di scandire una frase senza impappinarsi o balbettare. Gli s’incrostavano le corde vocali. La lingua diventava una ciabatta. continua →

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

{racconto}Il terzo universo in fondo a destra di Gianluca Morozzi

Il fumo a me ha cambiato la vita, ed io neppure fumo. Il mio amico Gammu, per fortuna, sì.

Ora vi spiego. continua →

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

{racconto}Qualcosa di buono di Vanessa Piccoli

La fila è lunga e fitta di persone vocianti. Greta la costeggia, gettando occhiate distratte ai suoi componenti: per lo più famiglie, ma anche molti suoi coetanei. Sembrano eccitati. La fermano all’ingresso, per il controllo del pass. Accanto a lei un giovane papà sta sussurrando alla figlia di due o tre anni: vedrai, sarà bellissimo.
Greta entra. È stata in fiera varie volte, con diversi ruoli. Ha fatto la hostess durante gli studi, è venuta a consegnare curricula finiti gli studi, ci è tornata come giornalista di quart’ordine quando ha definitivamente rinunciato a trovare un lavoro consono ai propri studi. continua →

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

{racconto}Nonno Primo di Gianluca Morozzi

Hanno aperto un nuovo bar proprio dall’altra parte della strada, questi maledetti giovani dinamici tanto simili agli androidi. O, meglio, hanno rilevato un vecchissimo bar da pensionati, Fernet e smazzate di carte e lo hanno trasformato in un locale di ultratendenza, musica alta, aperitivi luccicanti e bancone traboccante di cibarie. Proprio qui di fronte, nella zona del centro di Bologna chiamata il Quadrilatero. In un vicolo così stretto che, dovesse mai passarci un gabbiano ad ali spiegate, per volare agevolmente dovrebbe piegarsi un po’ di lato. continua →

{serie}Il Circolo – //3.0//Lavori a norma di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //3.0//Lavori a norma di Paolo Marasca

“Ale ti disturbo?”
“Oh Circolo ciao. Ma no, figurati, dimmi.”
“Volevo chiederti di quella cosa della quale parlavamo”
“La cappa?”
“Eh, la cappa.” continua →

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

Il grande jazzista arriverà con il treno. Ha poco bagaglio e lo riconoscerete dalla custodia del suo sax. Il grande jazzista è bianco, settantenne, con la barba e ha due pagine che parlano di lui sull’enciclopedia del jazz. Non viene in Italia da venti anni.

Una sequela di incredibili coincidenze fa sì che il ritorno avvenga qui. continua →

{racconto}Ovunque tu sarai di Vanessa Piccoli (seconda parte)

{racconto}Ovunque tu sarai di Vanessa Piccoli (seconda parte)

Dopo la colazione Adelina vuole iniziare quasi subito a cucinare, come sempre quando deve venire il nipote.
-Il ragù glielo dobbiamo fare buono, no?- le dice contenta.
Tanya la asseconda volentieri. Cucinare le piace, anche se Adelina che sta sempre là a darle consigli un pochino la snerva. Per le 11 è già tutto pronto, Tanya sistema la cucina, dà una pulita per terra e poi aiuta Adelina a farsi bella. All’una meno un quarto, quando figlia, genero e nipote suonano alla porta, sia la casa che la nonna sono impeccabili.
La figlia di Adelina, Carlotta, è una donna nervosa, ma simpatica. Fra lei e Tanya i primi tempi c’era stata qualche di tensione, ma Tanya ha imparato che questo è normale con le figlie, che sono sempre un po’ gelose. Il marito, Giovanni, è taciturno e Tanya non lo conosce bene, ma sembra gentile. Il suo preferito però è senza dubbio Michele, il nipote. 18 anni appena compiuti, capelli spettinati, occhiali buffi, è un ragazzo adorabile. Michele per Tanya è un po’ come una buona notizia sul giornale, è un segno di speranza. continua →

{serie}Il Circolo – //1.0//Once Were Heroes di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //1.0//Once Were Heroes di Paolo Marasca

p>La casa colonica ha un affitto esoso ma il Circolo per sopravvivere ha bisogno di questa festa estiva. È un edificio colonico molto bello, affossato tra i colli dell’entroterra. Ha sedie, tavolini, un bersò (“lì ci si mettono i dj”), alti pali in legno dove sistemare l’illuminazione (“Ivo, riesci a procurarci qualche par, ah, e le gelatine blu magari…?”), il cielo sopra e gli alberi attorno. continua →

{serie}Il Circolo – Intro di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – Intro di Paolo Marasca

1994. Berlusconi scende in campo, muore Kurt Cobain. È buio, molto buio.

Le città grandi sono così affollate che le idee restano schiacciate tra una spalla e una scapola, come bambini nei vagoni della metro. Le città piccole sono così isolate che un’idea qualunque sembra ogni volta la nuova teoria della relatività, finché non brucia scontrandosi con il mondo. continua →

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