archivio tag "Paolo Marasca"

I più letti su ultimasigaretta.com nel 2013

I più letti su ultimasigaretta.com nel 2013

Le tre pagine più visitate nel 213

{serie}Il Circolo – //3.0//Lavori a norma di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //3.0//Lavori a norma di Paolo Marasca

“Ale ti disturbo?”
“Oh Circolo ciao. Ma no, figurati, dimmi.”
“Volevo chiederti di quella cosa della quale parlavamo”
“La cappa?”
“Eh, la cappa.” continua →

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //2.0//Il grande jazzista di Paolo Marasca

Il grande jazzista arriverà con il treno. Ha poco bagaglio e lo riconoscerete dalla custodia del suo sax. Il grande jazzista è bianco, settantenne, con la barba e ha due pagine che parlano di lui sull’enciclopedia del jazz. Non viene in Italia da venti anni.

Una sequela di incredibili coincidenze fa sì che il ritorno avvenga qui. continua →

{serie}Il Circolo – //1.0//Once Were Heroes di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – //1.0//Once Were Heroes di Paolo Marasca

p>La casa colonica ha un affitto esoso ma il Circolo per sopravvivere ha bisogno di questa festa estiva. È un edificio colonico molto bello, affossato tra i colli dell’entroterra. Ha sedie, tavolini, un bersò (“lì ci si mettono i dj”), alti pali in legno dove sistemare l’illuminazione (“Ivo, riesci a procurarci qualche par, ah, e le gelatine blu magari…?”), il cielo sopra e gli alberi attorno. continua →

{serie}Il Circolo – Intro di Paolo Marasca

{serie}Il Circolo – Intro di Paolo Marasca

1994. Berlusconi scende in campo, muore Kurt Cobain. È buio, molto buio.

Le città grandi sono così affollate che le idee restano schiacciate tra una spalla e una scapola, come bambini nei vagoni della metro. Le città piccole sono così isolate che un’idea qualunque sembra ogni volta la nuova teoria della relatività, finché non brucia scontrandosi con il mondo. continua →

Il cuore nei polpacci #12

Il cuore nei polpacci #12

C’è una strada piena di sole. Ci sono querce dai tronchi enormi, olmi dalle capigliature folte. Il sole cala e mi abbaglia, proteggo gli occhi con la mano destra. Nella sinistra ho la piccola borsa che l’Angelo mi ha lasciato. Ci ha messo delle cose.
- Ci ho messo delle cose – ha detto – un flacone intero di gocce potrebbero servirti – ha detto – e altre cose, nella tasca ci sono un po’ di soldi.
Ho preso senza dire niente. Gli angeli vanno ringraziati con le azioni, non con le parole. continua →

Il cuore nei polpacci #11

Il cuore nei polpacci #11

Mi chiamo Sara Mani, sono educatrice qui in comunità da 9 anni. Nessuno dovrebbe lavorare in comunità per un tempo tanto lungo. 9 anni sono 3285 giorni, più o meno, non sono brava con i conti, ma in 3285 giorni, festivi compresi, devo aver distribuito non meno di 10.000 pasticche di Risperdal e 30.000 gocce di Haldol. E tonnellate di En, Lexotan e Xanax, ovviamente. E non dico dei cessi che ho sturato, non credo sia importante. continua →

Il cuore nei polpacci #10

Il cuore nei polpacci #10

Se ognuna delle persone che vediamo fosse legata ad un guinzaglio con la molla, i guinzagli che si allungano per metri e metri, a forza di girare attorno al mondo si imbracherebbe il pianeta intero. Se nel 1500 eravamo 500 milioni e oggi 7 miliardi, siamo, senza ombra di dubbio, tutti parenti. Forse per questo noi matti siamo sempre di più. È per l’incesto di massa. Stamattina non sono potuto uscire dalla comunità per la visita dello psichiatra, lui non ha guardato me né gli altri ma ha prescritto le sue dosi. Dicono tutti che sto meglio ma io mi sento peggio. Vedo i lacci tra le persone e non vedo le persone. continua →

Il cuore nei polpacci #9

Il cuore nei polpacci #9

La donna che ho davanti veste come una donna elegante che è stata femminista. Le svolazzano jeans di raffinato tessuto attorno alle gambe, una giacchetta in lana che sembra fatta a mano stringe una vita né larga né stretta. Porta capelli corti, lisci, biondi e li tinge un poco perché sarebbero già bianchi in certi luoghi della nuca.
La conoscevo.
Ha il passo deciso e controlla le chiamate sul suo cellulare già ora ch’è mattino presto, fa la giornalista.
La conoscevo e non ero matto. continua →

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