{recensione}Thomas Jay di Alessandra Libutti (Fazi Editore, 2012)

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21 June 2012
{recensione}Thomas Jay di Alessandra Libutti (Fazi Editore, 2012)
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p>Mio caro Thomas Jay,

ti chiedo scusa se mi permetto sin da subito questa confidenza; se evito volontariamente quelle forme, comunemente dette di cortesia, che servono soltanto ad aumentare la distanza, se mi permetto toni così diretti che presupporrebbero una ben più lunga conoscenza di quella che posso vantare io con te ma, dopo aver passato tanto tempo con la tua storia tra le mani, mi sento come se tu appartenessi in qualche modo alla mia vita.

Sei entrato talmente dentro la mia memoria che i tuoi racconti e i tuoi ricordi, quasi si sovrappongono con i miei. Di te, io così come tutti i tuoi lettori, posso dire di conoscere tutto: la tua infanzia in Italia con tua nonna e la Lillina, il tuo arrivo in America per conoscere una madre che non ti voleva e il fondamentale incontro con Max, un personaggio talmente silenzioso da risultare, alla fine, come uno dei più eloquenti di tutta la tua storia.

TITOLO Thomas Jay
AUTORE Alessandra Libutti
EDITORE Fazi Editore
ANNO 2012
PREZZO 14,50€
CONSIGLIATO A CHI È PIACIUTO Stagioni diverse di Stephen King

SE TI È PIACIUTO QUESTO LEGGI ANCHE Educazione di una canaglia di Edward Bunker.
Storia ad alto gradiente emotivo scritta in maniera lineare.

Prosa un po’ barocca.
VOTO

L’arrivo in America ha coinciso anche con l’inizio della tua storia giudiziaria e sebbene all’inizio ho pensato che avrei potuto trovare qualche analogia con le vicende di Edward Bunker, scrittore e carcerato proprio come te, mi sono dovuto poi confrontare con una realtà ben diversa. Lo stile crudo e rabbioso di Bunker, nella tua prosa diventano accurate descrizioni e lunghissime introspezioni psicologiche: la tua storia è tormentata e sofferta, Thomas, ma il miracolo della tua prosa dolce, leggera e lineare non lasciano minimamente pensare ad un uomo che è entrato e uscito dal carcere sin dall’età di 12 anni.

Non fosse stato per Max, non fosse stato per Ailie, non fosse stato per Sam, sarei stato qui a scriverti cose completamente diverse, così come tu ci avresti lasciato storie completamente diverse.

Ma ormai ci sei, e proprio come nel tuo lungo racconto, dove i diversi piani narrativi si confondono, diventando uno il supporto dell’altro, motivandosi a vicenda e fornendo chiavi e possibilità narrative e interpretative complesse, anche nei miei ricordi si confondono verità, interpretazione e rielaborazione.

L’altro giorno, ad esempio, sono entrato in una libreria per fare degli acquisti e a un certo punto ho chiesto alla commessa dove avrei potuto trovare Climbing Clive, Perigot, Carousel, Peggy Mils, Last day of Melot e In the dim, in the light.

La ragazza mi ha guardato interrogativa, ma per non deludermi è andata lo stesso a consultare il suo catalogo, prima di dirmi che le dispiaceva ma i libri che cercavo non le risultavano.

La tua storia è proprio come te, Stefano Lorenzini, BK131 o Thomas Jay, a seconda di come preferisci farti chiamare, una storia che riesce a contenere la vita nel momento in cui genera stupore ma avvalendosi, allo stesso tempo,de i più sottili giochi letterari. È come una partita a scacchi che corre di pari passo con lo studio dell’avversario portando i giocatori verso un destino che seppure noto non finisce di stancare per la meraviglia del viaggio, perché, vedi, le storie per essere belle per essere ricche e comunicare qualcosa, non devono necessariamente finire in tragedia.

M.C.

P.S. Non sapevo il tuo caso avesse fatto così tanto casino.

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pubblicato da
Degli anni della formazione universitaria ricorda i corsi di Letteratura Comparata tenuti dal Prof. Remo Ceserani e la partecipazione alla pioneristica rivista di letteratura digitale Bollettino ’900. Appassionato di scrittura, riceve una segnalazione al premio Iceberg 2009 per la raccolta di racconti Hotel Lounge, che gli consentono di partecipare anche all’edizione dello stesso anno di Salerno Creativa. Nel 2009 contribuisce alla nascita dell’agenzia letteraria Officina Bartleby, diventata poi Officina Sensolato, per le quali svolge sia lavori di tipo redazionale (correzione di bozze, valutazione inediti, editing ecc.), sia di tipo grafico (impaginazione, creazione del materiale promozionale, brochure, volantini) oltre che promuovere rassegne di reading dove si sono incontrati scrittori affermati, giovani scrittori, musicisti e attori. Ha collaborato con la rivista Circolare 33 e con la web radio Almaradio. Collabora con Leggere Strutture Factory, un contenitore per la creazione artistica che ospita il progetto Ultima Sigaretta in co-working e con Radio Città del Capo dove è autore e conduttore del programma dedicato ai libri La colazione dei campioni.

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