Claudia Tarolo: La lettura cala anche per colpa di chi pubblica libri molto brutti.

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21 October 2014
Claudia Tarolo: La lettura cala anche per colpa di chi pubblica libri molto brutti.

Ciao Claudia, benvenuta.

Si è appena conclusa La fiera del libro di Francoforte, uno degli appuntamenti dedicati al libro più importanti a livello mondiale, che vede la presenza di oltre 200 editori italiani su 7100 espositori mondiali provenienti da 103 paesi. Un momento utile anche per testare all’estero l’editoria italiana. Come è andata?

Ti confermo che Francoforte è ancora tra gli appuntamenti più importanti dell’anno, anche se emergono nuove fiere internazionali come Londra, Francoforte rimane la fiera che nessuno si può perdere per cui ci trovi editori provenienti da ogni parte del mondo. C’è una specie di cittadella gigantesca e per andare da una parte all’altra e per non arrivare tardi agli appuntamenti bisogna prendere l’autobus oppure correre.

Come in un campo da golf. 

Sì, la sensazione è quella, solo è molto meno verde.

Come è andata? Mentre l’anno scorso ho avuto la sensazione che si respirasse un clima grigio, di depressione generale, quest’anno c’erano umori migliori. E non credo perché le cose vadano meglio, perché i problemi ormai sono diffusi in tutto il mondo e non solo da noi, ma forse perché si sta pensando di più a come affrontarli e c’è meno voglia di lamentarsi. Mi sembra una cosa importante. È stata una Francoforte tutto sommato piacevole e ben ispirante. La mia sensazione poi, è che gli italiani vadano bene. Ad esempio Giorgio Fontana che già era tradotto in molti paesi e che ha ricevuto molta visibilità dalla vittoria al Campiello. Girando per gli stand si vedono diversi nomi italiani che spiccano.

Per bilanciare il tuo ottimismo voglio leggere qualche dato che ci arriva dall’AIE – Associazione Italiana Editori, in cui si legge sostanzialmente questo: gli italiani leggono poco. Addirittura quelli che non leggono nemmeno un libro all’anno passano dal 55% al 57% nel 2013 e le vendite dei libri nei primi otto mesi del 2014 registrano un calo del 4,3%. Diminuiscono anche i cosiddetti “lettori forti”, che si attestano sui circa 4 milioni di italiani che in media legge dai 10 ai 12 libri l’anno.
In Italia non si legge, ci sono segni meno quasi ovunque, siamo penultimi in Europa davanti solo alla Grecia, allora Claudia, il tracollo è inevitabile?

Io credo che sia un momento di passaggio in cui stanno cambiando molte cose. Quando questo succede ci sono sbalzi e questa situazione di pericolo che c’è stata altre volte. Io credo che il libro sia talmente forte che comunque non riuscirà ad essere dimenticato. Magari un certo tipo di lettura di massa può calare anche per colpa di chi pubblica libri molto brutti, perché se noi offriamo dei libri molto brutti può anche succedere che io invece che volerlo leggere magari vado a farmi una passeggiata. Se imparassimo a rispettare i lettori e a offrire libri di qualità forse ci sarebbero più persone che scoprono che leggere è un piacere perché non è e non può essere un dovere. Per fare in modo che sia un piacere dobbiamo impegnarci in questo senso. Facciamo dei libri belli: se li stampiamo, stampiamoli su una buona carta, correggiamo i refusi, non buttiamo in giro roba che effettivamente non merita di essere presa in considerazione. Secondo me piuttosto che dire che sono i lettori che sbagliano dobbiamo dire che sono anche gli editori che devono offrire delle cose che interessano alla gente. Ma questo non vuol dire che dobbiamo offrire cose più facili o commerciali, anzi è il contrario, dobbiamo offrire cose belle, che abbiano un senso per le persone.

In una recente intervista Martina Testa, ex editor di minimum fax, ha dichiarato: Se quando avevo 18 anni ci fosse stata la PlayStation3 con giochi come The Last Of Us, e la sua suspense, francamente col cazzo che avrei passato tutto quel tempo a leggermi Baricco.

(ride) Sì ho letto anche io questa intervista e l’ho trovata divertente, poi Martina è sempre molto brillante e anche provocatoria. Sono anche d’accordo, io non penso che leggere sia l’unica cosa. Addirittura ho sempre sostenuto che nel nostro paese si legga poco anche perché è un paese talmente bello, abbiamo il sole, le spiagge. Al nord ci credo che leggono tanto, cos’altro devono fare tutto l’inverno.

Alcool e letteratura…

Eh infatti.

Io credo che il libro possa anche trovare una dimensione nuova, ed è evidente che se la giochi con moltissime alternative. Ecco io forse non giocherei con la playstation ma faccio volentieri una passeggiata in montagna. Leggere non è l’unica cosa che mi tiene al mondo ma resta una delle cose di cui non potrei fare a meno. Trai miei bisogni primari la lettura c’è e so che questo vale per tantissime persone e sono convinta che varrebbe per più persone se più persone avessero occasione di incontrare il libro giusto per loro. Io di questo sono convinta. Il libro è un modo per entrare nella testa degli altri, davvero, profondamente e questo credo che sia un bisogno superiore a qualsiasi cosa, non dico per tutti ma per tantissime persone è così.

Grazie Claudia, avevamo bisogno del tuo ottimismo.

Grazie a voi.

L’intervista è andata in onda giovedì 16 ottobre 2014 a La colazione dei campioni su Radio Città del Capo.

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CLAUDIA TAROLO è dal 2000 editor di Marcos y Marcos, ovvero dal momento in cui decide di lasciare la sua carriera nelle multinazionali del software per affiancare Marco Zapparoli.  È abbastanza folle per farlo e non pentirsene mai; ha letto e tradotto, studiato legge e dieci anni di grande azienda alle spalle. Si spazia da William Saroyan a Jhumpa Lahiri e soprattutto nascono grandi incontri italiani: Alla grande di Cristiano Cavina e Commesse di Treviso di Fulvio Ervas sono i primi passi di una lunga strada insieme. [fonte]

La foto di copertina viene da qui.

pubblicato da
Degli anni della formazione universitaria ricorda i corsi di Letteratura Comparata tenuti dal Prof. Remo Ceserani e la partecipazione alla pioneristica rivista di letteratura digitale Bollettino ’900. Appassionato di scrittura, riceve una segnalazione al premio Iceberg 2009 per la raccolta di racconti Hotel Lounge, che gli consentono di partecipare anche all’edizione dello stesso anno di Salerno Creativa. Nel 2009 contribuisce alla nascita dell’agenzia letteraria Officina Bartleby, diventata poi Officina Sensolato, per le quali svolge sia lavori di tipo redazionale (correzione di bozze, valutazione inediti, editing ecc.), sia di tipo grafico (impaginazione, creazione del materiale promozionale, brochure, volantini) oltre che promuovere rassegne di reading dove si sono incontrati scrittori affermati, giovani scrittori, musicisti e attori. Ha collaborato con la rivista Circolare 33 e con la web radio Almaradio. Collabora con Leggere Strutture Factory, un contenitore per la creazione artistica che ospita il progetto Ultima Sigaretta in co-working e con Radio Città del Capo dove è autore e conduttore del programma dedicato ai libri La colazione dei campioni.

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2 commenti per “Claudia Tarolo: La lettura cala anche per colpa di chi pubblica libri molto brutti.”

  1. Claudia è sempre brillante… Grazie Massimiliano

    Nico

  2. Massimiliano Colletti 22/10/2014 - ore 16:29

    Eh eh, il merito è di Claudia, mai banale.

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