Chiara Checcaglini’s Best of the Best 2014

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8 January 2015
Chiara Checcaglini’s Best of the Best 2014

10. Sopravvivere all’insonnia guardando su Youtube pezzi del Saturday Night Live e rendersi conto in ritardo della mostruosa bravura di Kristen Wiig e Bill Hader.

9. Matthew McConaughey in Wolf of Wall Street e in True Detective; Woody Harrelson in True Detective; Leonardo Di Caprio e Jonah Hill  in Wolf of Wall Street.

8. Esplorare meglio l’universo dei film statunitensi comici e comedy recenti, usarne alcuni come antidepressivi, in particolare v max viagra Superbad e I Love You, Man.

7. Recuperare, centellinandola perché non finisca, Freaks and Geeks, probabilmente la migliore serie teen di sempre, funestata dalla cancellazione dopo una sola stagione; e consigliarla agli amici, con un certo successo.

6. Negli anni Ottanta, a un certo punto, il movimento omosessuale londinese e i minatori di uno sperduto paese del Galles si trovano uniti nella protesta contro lo scellerato governo Thatcher. Un’operaia francese è costretta a convincere uno a uno i propri colleghi a scegliere lei, davanti all’aut aut imposto dall’alto tra il suo licenziamento e un aumento per loro. Pride di

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Matthew Warchus e Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, due film che fanno bene al cuore.

5. The Affair, serie dell’anno #1: il dissezionamento di un adulterio, dal punto di vista di lui e di lei, (ottimi Dominic West, Ruth Wilson, Joshua Jackson e Maura Tierney), una location insolita, Montauk, che già ospitava i protagonisti di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Gli si perdona un finale di stagione

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non proprio all’altezza.

4. Transparent, serie dell’anno #2: per la naturalezza con cui una volta tanto è trattato il tema dell’identità di genere, per come racconta l’inutilità delle categorizzazioni e l’impossibilità di rassicurazioni.

3. The Knick, serie dell’anno #3: incredibile quanto l’orrorifica

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chirurgia di inizio ‘900 possa essere appassionante, soprattutto se congiunta all’abuso

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di droghe pesanti. Prodotta e diretta tutta da Steven Soderbergh, impeccabilmente fotografata, musicata e recitata (lo dico almeno da Inside Man  che Clive Owen ci sa fare).

2. Olive Kitteridge, e dunque Frances McDormand, così meravigliosa eppure mai abbastanza sfruttata.

1. Only Lovers Left

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Alive (Solo gli amanti sopravvivono), il ritorno romantico, tenero, stiloso, di Jim Jarmusch, colui che più si avvicina alla definizione il mio regista preferito.

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Chiara Checcaglini è nata nel 1983 a Firenze, abita a Bologna, dove si è laureata in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale, e fa il dottorato senza borsa a Urbino in Sociologia della Comunicazione e Scienze dello Spettacolo. Al contrario di molti ha fiducia nella critica e nella recensione, dunque scrive di serie tv e film (ma quando capita anche di fumetti e altra roba) su alcuni siti, tipo Serialmente, Mediacritica e Cinema Errante. Ha scritto anche per Nocturno e si occupa della sezione Media della rivista online Cinergie.

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