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{articolo}Paul Auster, per caso di Alberto Haj-Saleh

{articolo}Paul Auster, per caso di Alberto Haj-Saleh

Io, una volta, ho conosciuto Paul Auster.

Cioè, non è che abbiamo condiviso un caffé o abbiamo chiacchierato per un paio di ore, no, è stato piuttosto il classico momento di quando incontri una persona famosa e ti senti abbastanza sfacciato per andarlo a salutare. continua →

Alberto Haj-Saleh's Best of the Best 2012

Alberto Haj-Saleh's Best of the Best 2012

10) Diamond flash di Carlos Vermut, El mundo es nuestro di Alfonso Sánchez e Carmina o revienta di Paco León. Tre film di giovani registi  spagnoli fatti con un budget fra 25.000 e 50.000 euro e che hanno oltrepassato le frontiere del cinema convenzionale. Tre successi di pubblico e critica fuori dai circuiti commerciali che in Spagna hanno sconvolto l’industria cinematografica. continua →

Alberto Haj-Saleh’s Best of the Best 2011

Alberto Haj-Saleh’s Best of the Best 2011

10) Community Geek, autoreferenziale, piena di riferimenti alla cultura pop, alle icone della tv, della fantascenza, ai giochi di ruolo, ai videogame… Esempio: puntata 19° della seconda stagione. Una parodia del film della nouvelle vague di Louis Malle My dinner with André. Si può essere più cool?

9) Il Betis che mette in difficoltà Guardiola e Messi: A gennaio, la mia squadra, il Betis Siviglia, ancora in serie B, doveva giocare contro il superBarcellona di Guardiola in Coppa del Re. All’andata il Barça vince 5-0 con tripletta di Messi: i cronisti parlano di “punizione eccesiva” visto il gioco del Betis. Al ritorno, a Siviglia i tifosi hanno mostrato un cartellone che diceva “trema Barça, ve ne facciamo sei”. Al settimo minuto, il Betis vinceva 2-0 e un minuto dopo colpiva una traversa, e Guardiola sudava l’oceano Pacifico. Alla fine 3-1 e testa altissima. continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Sette: Flirtare con letture pericolose

Società borderline del XXI Secolo – Punto Sette: Flirtare con letture pericolose

Se avete avuto la forza e la pazienza di arrivare fino a questo punto, avrete capito già da un po’ che dal tema della speculazione sociale si è passati ai consigli bibliografici. Dopo la rivendicazione di un genere (la fantascienza) e di un mezzo (i fumetti), il penultimo capitolo di questo caotico articolo prosegue con quell’abitudine così poco moderna come la lettura. continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Sei: Leggere fumetti

Società borderline del XXI Secolo – Punto Sei: Leggere fumetti

p>Nel 1954 lo psichiatra Frederic Wertham pubblicò il clamoroso trattato La seduzione dell’innocente, che attribuiva all’industria dei fumetti le colpe per la proliferazione di una gioventù ribelle e una società violenta. La preoccupazione di molti genitori finì per promuovere l’istituzione di una commissione di inchiesta del consiglio federale nordamericano. I giornaletti erano un demonio riuscitosi a infiltrare nel seno della felice famiglia degli anni Cinquanta e attaccare i suoi piccoli. Sebbene queste forme di caccia alle streghe siano sopravvissute fino ai nostri giorni (con la triste applicazione dell’autocensura), la cosa certa è che da allora i fumetti furono marchiati per sempre come pericolosi. continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Cinque: Trarre giovamento dalla letteratura di genere

Società borderline del XXI Secolo – Punto Cinque: Trarre giovamento dalla letteratura di genere

Per molti, la fantascienza non è altro che un genere di seconda categoria. Che abbia origine da modesti libri tascabili o da elaborate produzioni cinematografiche, si tratta soltanto di avventure su navi speciali, nemici di colore verde ed eroine con abiti succinti. Rileggendo a fondo le sezioni e i supplementi culturali dei nostri quotidiani si arriva alla conclusione che questo tipo di letteratura è roba per adolescenti o edonisti alla ricerca di evasione a basso costo. La fantascienza si trova al margine della cultura con la C maiuscola, che è come dire: la fantascienza è controculturaSi tratta anche di collezionismo. È sorprendete vedere i prezzi che raggiungono alcune edizioni fuori catalogo e i titoli di fantascienza nel mercato di seconda mano. Altro che la filatelia o la numismatica! (NdA). continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Quattro: Essere politicamente corretto

Società borderline del XXI Secolo – Punto Quattro: Essere politicamente corretto

In uno dei passaggi del già commentato No logo, Naomi Klein critica la crociata del politicamente corretto. Questa guru dei movimenti antiglobalizzazione considera che tutto il dibattito sul linguaggio non sessista, per usare una delle formule adottate da lei stessa, è servito soltanto come mezzo di distrazione per la sinistra. Di fatto, in difesa del politicamente corretto non è raro vedere unite delle ideologie opposte. continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Tre: Guardare la televisione

Società borderline del XXI Secolo – Punto Tre: Guardare la televisione

In un testo che ha la pretesa di divagare, tra le altre cose, sui metodi più o meno diffusi con i quali veniamo sistematicamente abbindolati, sulle false realtà e paranoie animate di ieri e di oggiPartiamo dal presupposto che si tratta di un tema che va di moda e che ci assilla da alcuni decenni oramai, anche se, di fatto, la domanda su che cosa sia reale è parte fondamentale della filosofia o della religione. (Nda), non poteva certo mancare un discorso sulla televisione. La presunta esistenza di macchine in grado di controllare la mente umana è un concetto che fa parte della teoria della cospirazione. Ancora più frequente è l’idea che la televisione sia una specie di apparato diabolico che, grazie ai raggi catodici, rammollisce i nostri neuroni e ci rende più malleabili. Non sarà forse che la tanto temuta macchina di controllo mentale sia proprio il nostro principale elettrodomestico casalingo? continua →

Società borderline del XXI Secolo – Punto Due: Confidare nella sua democrazia

Società borderline del XXI Secolo – Punto Due: Confidare nella sua democrazia

Come dicevamo, potrebbe sembrare che le teorie della cospirazione e il sospetto di essere controllati siano il frutto di menti stravaganti. Per continuare, a titolo di esempio, possiamo ragionare su tre opere, accreditate dal successo (di critica e/o pubblico) e generose nel mostrare le forme di dominio della società borderlineConosciuto anche come “disturbo borderline di personalità”: non curabile con i farmaci, un borderline vive in una continua vertigine emozionale, sperimentando stati d’animo totalmente instabili e comportamenti autodistruttivi. (Nda) nella quale viviamo: il libro No logo di Naomi Klein, il documentario Bowling from Columbine di Michael Moore e alcune idee prese da La cultura dell’appagamento di John Kenneth Galbraith. continua →

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