archivio February, 2012

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore.  Le ho raccontato che suono il piano in un bordello #3

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore. Le ho raccontato che suono il piano in un bordello #3

Ed ecco che, in una parte della notte curiosamente vicina all’alba, con la prima luce del giorno che filtra dalla finestra, ecco che, in questa parte del giorno che in genere vedo solo rientrando a casa in condizioni alcoliche quantomeno discutibili, lo script di Pane, amore e Malvasia vede la luce. Finito. L’amore trionfa, la famiglia è salva, e il grande messaggio A VOLTE BISOGNA PERDERE TUTTO PER RITROVARE SE STESSI è vergato gigantesco sulle nostre teste come la scritta nel cielo di Fantozzi.

Invio il file alla segretaria di Giordano Valpurgis.

E incomincio ad aspettare. continua →

La bottega oscura di George Perec (Quodlibet, 2011)

La bottega oscura di George Perec (Quodlibet, 2011)

N. 30
Novembre 1970

Il GABA

Il mio datore di lavoro mi paga 82 franchi (3×16), invece di 45 (3×15), per essermi prestato a un esperimento durato tre giorni.

Gli propongo di versare la somma in nero, ma lui mi fa cenno di no con la testa.

Mi domanda dov’è il mio schedario.

Io penso al GABA (acido gamma-idrossibutirrico) poi all’eccitazione presinaptica, che è -con tutta evidenza- l’eccitazione sinaptica, e all’inibizione presinaptica.

(durevole sensazione di ignoto al risveglio) continua →

Takamari #6

Takamari #6

La leggenda del Barbetta e della Sbarbina.

 E infine un giorno il Dottò prese la penna in mano, non perché stufo di vedersi dipinto accasciato in luride bettole, steso a dormire per terra con dei calzini accanto alla faccia o a rotolare mentre tenta di infilarsi una scarpa. Non per far giustizia di sè insomma, perché la propria reputazione è cosa di cui poco gli importa, ma per il puro e semplice piacere di affiancarsi a Carlina nel racconto. Ed è così che è nata questa treccia a due voci, un intreccio narrativo in cui due racconti indipendenti si alternano senza cercare un dialogo, avvolgendosi lungo un medesimo tema, trovando a volte un ritmo e un tempo comuni, a volte prendendo percorsi narrativi distinti. Le due voci che annodano la treccia si distinguono per timbro e linea narrtiva, cosicché il lettore dovrebbe orientarsi senza bisogno di altre indicazioni se non il segno cromatico che differenzia Carlina e il Dotto’.

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Nasce be-pop, il blog letterario di Perdisa Pop

Nasce be-pop, il blog letterario di Perdisa Pop

Il blog si chiama be-pop ed è già on line.

Ospiterà articoli, narrativa e testi di approfondimento culturale, e ambisce a diventare un punto di riferimento qualificato nel panorama culturale italiano. Si comincia con tre racconti inediti di Gea Polonio, Silvia Tebaldi, e Domenico Trischitta. continua →

Il cuore nei polpacci #8

Il cuore nei polpacci #8

L’Angelo della comunità che mi ospita si preoccupa per me. Mio zio ha chiamato, dice che non verrà sino ad agosto. Chiama sempre, nel corso dell’inverno, per dire questa cosa: non verrò sino ad agosto.
- Ha scarpe abbastanza robuste? – chiede all’Angelo.
Lei risponde con un secco
- No.
Mio zio allora le dice di attingere al fondo che ha a disposizione per acquistare delle scarpe adatte a uno che cammina come me, uno che ha il cuore nei polpacci. continua →

Lune del lunedì – Letture per strumenti stravaganti

Lune del lunedì – Letture per strumenti stravaganti

Prendi Angelica e prendi Ermanno Cavazzoni. Chiudili in una stanza per un paio d’ore con carta e penna e un cellulare con lo scopo di ideare una rassegna di reading. Vengono fuori queste Letture per strumenti stravaganti. Ovvero “Arrangiamenti di musiche note (anche assai note) sullo spirito comico dei testi; i quali sono originali e quasi tutti inediti, letti (quasi tutti) dagli autori.”  All’appello (diffuso con ukulele e piccione viaggiatore giocattolo) rispondono presente, in ordine di prossima apparizione, oltre a Ermanno Cavazzoni che innaugura stasera: continua →

Takamari #5

Takamari #5

p>Disturbatissimamente emergo da un sonno senza sogni e artiglio la sveglia. Sono le novessei minuti e mi dico che forse potrei anche dormire un po’ di più. In fin dei conti si sta bene qui, il letto è caldo e morbido e ho come l’impressione di essermi messa sotto le coperte un’ora fa. Evidentemente il mio corpo mi chiede riposo e non vedo perché non dovrei assecondarlo.
Sto per richiudere l’unico occhio quando improvvisamente una lucina luminosa si accende in un antro remoto e sobrio del mio cervello. La scritta dice venerdì. E il venerdì, suggerisce qualcuno nascosto nell’antro abbandonato, alle novessei minuti si sta in ufficio, puliti pettinati sorridenti e soprattutto sobri. continua →

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #2

Non dite a mia madre che faccio lo scrittore, le ho raccontato che suono il piano in un bordello #2

Giordano Valpurgis, al momento di raccontarmi la trama di Pane, amore e Malvasia, curiosamente si dimentica l’uso di quel miracolo della lingua italiana chiamato I verbi. E comincia a esporre la vicenda in modo quantomeno bizzarro.

“Olga!” urla. Io mi giro, quasi aspettando di veder entrare una sua ex moglie di nome Olga pronta a ucciderci.
“Olga! Giovane. Bella. Figa. Con due figli. Matteo! Roberta! A Roma. Understand?”
(L’ultima parola è rivolta alla segretaria in minigonna, che prende frenetici appunti.) continua →

L’ultima notte di quiete di Ivan Guerrerio (Ponte alle Grazie, 2011)

L’ultima notte di quiete di Ivan Guerrerio (Ponte alle Grazie, 2011)

Come è possibile scrivere un libro dove, oltre che il cassaintegrato Marzio, l’addetta alla ristorazione automatica Giada, la disegnatrice di fumetti erotici stile Crepax Valeria, il neo assunto alla casa editrice Beatrice Mirko, ci sono personaggi che si chiamano Kurt Cobain, Chris Chornell, Laura Palmer, Ronette Pulasky e Dale Cooper? continua →

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