archivio November, 2011

Mani Calde di Giovanna Zucca (Fazi Editore, 2011)

Mani Calde di Giovanna Zucca (Fazi Editore, 2011)

Questo libro è un po’ come una domenica mattina, un giorno in cui ti svegli e la mamma ti dice che farà le lasagne per pranzo. Poi arriva l’ora di mettersi a tavola e ti accorgi che le lasagne sono senza mozzarella (in frigo non ce n’era più, e dove vuoi trovarla di domenica?). Buone, per carità, ma qualcosa manca, e si sente. Ecco, Mani calde è un po’ così: un bel piatto, gustoso e corroborante, ma a cui manca qualcosa per essere davvero un piatto buono. continua →

Takamari #1

Takamari #1

Verso un’epopea asiatica

Sono appena uscita da uno dei miei labirinti a Venezia, le case colorate come se fosse Bologna e invece no, è Venezia, lo capisco dall’acqua e dall’odore, ma pure dal fatto che una strada stretta così a Bologna proprio non c’è. Uscita miracolosamente dal labirinto nel quale pensavo che sarei morta di sete o di noia, all’improvviso non so bene come mi trovo sul corpo di lui proprio lui cazzo esattamente come l’avevo lasciato il petto ha quella consistenza che mi fa venire voglia di stare là per sempre e siamo perfettamente aderenti o aderiti ma a questo punto poco importa il labirinto è sciolto e io incredibilmente l’ho ritrovato dopo tutto questo tempo dopo tutte queste gite in inferni separati dopo tutti quegli altri corpi miei suoi dopo tutta la paura tutto l’equilibrismo dopo tutto eccetera. continua →

Il cuore nei polpacci #4

Il cuore nei polpacci #4

C’è una strada dove nessuno passa. È una via stretta con i mattoni a vista. Non vi si affaccia finestra, non vi si apre portone. Non c’è nessuno da incontrare, niente storie da cucire sulla gente. Non ci parcheggiano auto (è troppo stretta) e non va da nessuna parte: costeggia gli antichi chiostri abbandonati di una grande chiesa. È una strada di crepe e sampietrini, ci sono gatti e piccioni, ciuffi d’erba ai piedi delle mura, porte arrugginite che si aprono su niente.
La parete che la chiude in fondo è più alta delle altre, alta con tanti buchi tra i mattoni, e non si vede l’oltre.

Ci vado quando non raccolgo i visi e le persone. Ci vado solo. continua →

Perle ai porci

Perle ai porci

Quanti ne incontrate, giorno dopo giorno, per le strade di Roma? Come li chiamate? Pazzi? Matti?
Chiamateli come volete, questi strani personaggi malvestiti che urlacchiano frasi sconnesse con la follia stampata negli occhi.
Fate caso a quanti di loro vivono a poca distanza da un cinema. continua →

Scomparsa di Chevy Stevens (Fazi Editore, 2011)

Scomparsa di Chevy Stevens (Fazi Editore, 2011)

Still missing, recita il titolo originale del romanzo d’esordio di Chevy Stevens, nome d’arte di Rene Unischewski, scrittrice canadese: Still missing, significa ancora scomparsa, ancora persa, che presuppone ben altro dall’essere scomparsa e basta. continua →

Fine dello spettacolo di Sergio Duma (racconto del mese di Radio Stories)

Fine dello spettacolo di Sergio Duma (racconto del mese di Radio Stories)

Norma!, urlano; Norma, aspetta!, gridano; Norma!, mi implorano.

Sono centinaia di voci ma a me sembrano una sola. Una che conosco. Eppure avevo detto a quegli imbecilli che tenevo alla privacy. Che doveva trattarsi di un servizio fotografico e stop. E che non intendevo essere tediata da fotografi e fans. continua →

Il cuore nei polpacci #3

Il cuore nei polpacci #3

Passano spesso, lungo quella strada di periferia, i trasporti eccezionali. Sono camion gialli, lunghi e lenti come bruchi, il carico è preceduto dal lampeggiante e trascinano sulle spalle piatte abnormi tubi, segmenti di case, pilastri di cemento, barche. Il breve tratto d’asfalto sembra non finire mai, per loro.
Rachele, la chiamo così, sta in piedi sul ciglio della strada, piccoli ciuffi d’erba tra le scarpe. Tiene le mani in tasca e li guarda, i trasporti eccezionali. La commuovono, non sa perché ma piange ogni volta che ne guarda uno. Un trasporto eccezionale. continua →

Un muffin in biblioteca

Un muffin in biblioteca

p>Nella vita faccio ricerca. Fondamentalmente mi occupo di letteratura e di storia. Il mio laboratorio è la biblioteca e ve lo voglio raccontare.
Moltissime delle biblioteche universitarie inglesi sono a scaffale aperto (vai a prenderti i libri da solo, per intenderci) e sono organizzate in modo tematico (storia, letteratura, teologia, scienze, legge ecc., con un’infinita serie di suddivisioni). Questo significa innanzitutto che, se partirete cercando un libro o un articolo, tornerete indietro con almeno tre, ovvero: avrete scoperto l’esistenza di due titoli che fino a quel momento ignoravate o non avevate preso in considerazione, e che hanno fortissime probabilità di essere molto più utili del primo, quello per cui vi siete mossi. continua →